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Alt al rumore

. mercoledì 9 giugno 2010
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Una curiosità: in meno di un mese tre scrittori americani hanno pubblicato un libro sul silenzio, o meglio un libro contro il rumore.
George Michelsen Foy ha scritto Zero Decibels. The quest for absolute silence (Scribner).
Garret Keizer ha scritto The unwanted sound of everything we want. A book about noise (PublicAffairs).
E ancora George Prochnik ha scritto In pursuit of silence. Listening for meaning in a world of noise (Doubleday).
Più che una coincidenza, sembra un MANIFESTO: la ricerca di scrittori e lettori di quella dose di silenzio sufficiente ad "ascoltare i propri pensieri".

il suono del silenzio

. giovedì 15 aprile 2010
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Si è appena conclusa la mostra di Emiliano Zelada a Roma: "Silent Collapse"
La ricerca (e le sperimentazioni) dell'artista sul silenzio sono molto interessanti.

"Nella vita, come nell'arte, è difficile dire qualche cosa che sia altrettanto efficace del silenzio."
Ludwig Wittgenstein

«Nella vita dell’individuo esistono sostanzialmente due tipi di silenzio: il silenzio passivo, inteso come assenza di attività, ed un silenzio attivo, inteso come comportamento cognitivo consapevolmente orientato alla comprensione ed acquisizione di informazioni. Lo stesso dualismo si riscontra tra il silenzio dell’arte e il silenzio nell’arte. Nel primo caso, l’artista, rinunciando al suo ruolo di demiurgo, piomba in un silenzio che riflette solo la propria crisi di identità, perdendo la relazione con il contesto; nel secondo, accettando la propria responsabilità, si inserisce in un entourage più articolato per modificarlo, criticarlo, distruggerlo o ricostruirlo, delineando attraverso il silenzio un punto di inflessione nel proprio essere. La responsabilità assunta dall’artista/compositore Emiliano Zelada (Roma, 1979. Vive e lavora a Barcellona) si manifesta attraverso Silent Collapse. La sua prima mostra personale a Roma viene sviluppata attraverso tre ambientazioni, lontane dalla nostra abituale percezione, che costituiscono tuttavia parte ineludibile della quotidianità. Portando all’attenzione frequenze inudibili e suoni impercettibili alla sensibilità umana, i lavori si caratterizzano da una lunga e minuziosa ricerca sul suono nel silenzio, eseguita attraverso il rumore e la saturazione.
Nella prima sala l’epidermide del silenzio diventa tangibile attraverso la struttura di una costruzione, elemento portante del soggetto e architettura di uno strumento. La sopraffazione della collettività sull’individuo è respinta grazie ad una graduale saturazione acustica esasperante e violenta di Substantive Derivative. Un “collasso silenzioso” provocato dalla dilatazione e contrazione dello spazio acustico altera l’equilibrio, inducendo il visitatore a esporsi ad altri luoghi. Nella seconda sala i vuoti dei semitoni costituiscono un nuovo linguaggio compositivo che verrà interpretato da Giulia Cozzi e José Alberto Gomes durante l’inaugurazione. Infine la terza sala, è completamente oscurata dall’installazione “The Un-Heard Story of a Whale Society”, dove ogni coordinata di riferimento è continuamente spostata o abolita. La condizione di smarrimento, provocata dalle interferenze dei sonar americani sui cetacei nell’oceano, sarà rivolta proprio verso coloro che li hanno generati, immergendo il visitatore in uno stato analogo di insicurezza, confusione e perdita. In questo modo, il suono sarà l’elemento centrale intorno al quale riflettere sulla fragilità degli equilibri nella contemporaneità e sulla possibilità di attuazione degli spazi che ci circondano. Così, Emiliano Zelada modifica la galleria Ingresso Pericoloso in una camera anecoica alterata e, consapevole dell'impossibilità di raggiungere il silenzio assoluto, ci invita a provare ad ascoltarlo».

Emiliano Zelada è un artista/compositore con base a Barcellona dove esercita come Professore di “Sound Art per lo Spazio Pubblico” nei Masters della Elisava-Università Pompeu Fabra. Utilizza il suono e altre materie per generare scomode riflessioni. Porta avanti una ricerca che parte dalla pittura utilizzata come spartito per arrivare a quelle che saranno sculture e installazioni.

una festa del silenzio...

. giovedì 8 aprile 2010
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...di cui parlare!
Il 16 aprile è la giornata del silenzio


Questa la motivazione:
The National Day of Silence brings attention to anti-LGBT name-calling, bullying and harassment in schools. Each year the event has grown, and now hundreds of thousands of students participate to encourage schools and classmates to address the problem of anti-LGBT behavior. Founded in 1996, the Day of Silence has become the largest single student-led action towards creating safer schools for all, regardless of sexual orientation, gender identity or gender expression. Find out more about the Day of Silence: www.dayofsilence.org.

composing in silence

. mercoledì 3 marzo 2010
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Once again, the Sommo Poeta hijacks my mind for a day. This time, the first terzina of the 18th canto of Paradiso:


Già si godea solo del suo verbo
Quello specchio beato, ed io gustava
lo mio, temprando col dolce l'acerbo.

And so that divine mirror
savoured his words, and I mine,
tempering the bitter with the sweet.


In contrast to Yeats and Pavese, I find that Dante actually conjures or creates silence with these lines, rather than just talking about silence. Cacciaguida, the divine mirror and ancestor of the pilgrim, seems withdrawn, statuesque, self-sufficient, probably because he is satisfied with his speech and his speech alone, solo del suo verbo. Since it originates from God, it is perfect and complete, it is all that could have been said, and thus the silence after the words is equally perfect. The pilgrim, as we mentioned above, tastes his fate, a bitter pill to swallow, and all Heaven seems to attend, in silence, on his musing.

Here we have a precursor to two themes of this blog: silence and the idea that words are eaten or consumed, as in the book 'Firmin'. Perhaps Dante succeeds in invoking silence with these lines since eating and silence go hand in hand; we have all been taught - don't speak with your mouth full!

Like Mandelstam, I like to think of the Alighieri as he walked the roads of his exile, alone with his horse and composing the Commedia in silence, to the rhythm of his footsteps.

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per le cartoline del silenzio:
Due mani non bastano (www.duemaninonbastano.it)
Studio Camuffo (www.studiocamuffo.com)
Studio Labo (www.studiolabo.it)
Civico 13 (www.civico13.it)
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Signaletic (www.signaletic.it)
Delineo Design (www.delineodesign.it)
Joe Velluto (www.joevelluto.it)
Elyron (www.elyron.it)