Un omaggio e un ricordo della poetessa Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura, morta ieri a Cracovia. Scriveva che la nostra esistenza "è benvenuto e addio in un solo sguardo" e anche che "non c'è vita che almeno per un attimo non sia immortale. La morte è sempre in ritardo di quell'attimo. Invano scuote la maniglia d'una porta invisibile. A nessuno può sottrarre il tempo raggiunto".
Questo invece è il suo semplice, così nitido ed esatto, sguardo sul silenzio
Tre parole
Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.
Addio, Wislawa Szymborska
Etichette: morte, nobel della letteratura, poesia, poetessa polacca, silenzio, wislawa szymborskaLa morte del silenzio?
Etichette: digitale, educazione, morte, statisticheOggi sul Corriere della Sera articolo in pagina culturale di Vittorino Andreoli: La perdita dei sensi della digital generation. Interessante e anche un po' angosciante: a un certo punto si parla della perdita dei sensi di questa generazione educata al e dal digitale. Innanzitutto il tatto, poi l'udito. Cito
L'udito è ormai continuamente stimolato in modo particolare dalla musica, ma anche dalle parole e dai rumori. Tant'è che si può dichiarare morto il silenzio di questa generazione
Posizione estrema, che nella generalizzazione si smentisce da sola. Dichiarare la morte di qualcosa (del libro, del romanzo, dei valori) può servire solo a suonare un campanello d'allarme, mai a descrivere una dinamica reale. Per fortuna. Anche nel caso del silenzio dichiarato morto per la generazione digitale, dovremmo aggiungere, perché possa avere una parvenza di verità: per la generazione digitale che vive nelle società opulente, nei grandi conglomerati urbani, con educazione familiare e scolastica a livello zero e ancora altre limitazioni. Arrivando così a una percentuale abbastanza bassa, che indicherebbe, ecco il punto, solo una tendenza, per nulla maggioritaria. Non per questo meno pericolosa certo, ma tale da essere fermata e messa in un angolo dalla capacità vitale di silenzio della gran parte di questa generazione, che potremmo definire senz'altro diversamente digitale.