Gli giunse un sogno più vivido
Ma non si svegliò.
Tra la gente nei raggi di sole
Forti e impazienti.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti –
Un museo di farfalle.
I suoi pennelli impazienti dipingevano il mondo.
Un omaggio e un ricordo della poetessa Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura, morta ieri a Cracovia. Scriveva che la nostra esistenza "è benvenuto e addio in un solo sguardo" e anche che "non c'è vita che almeno per un attimo non sia immortale. La morte è sempre in ritardo di quell'attimo. Invano scuote la maniglia d'una porta invisibile. A nessuno può sottrarre il tempo raggiunto".
Questo invece è il suo semplice, così nitido ed esatto, sguardo sul silenzio
Tre parole
Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il post di Marina
Vorrei mandare un post sul poeta del silenzio, lo svedese Tomas Tranströmer che ha vinto il nobel della letteratura in questi giorni
Marzo ’79
Stanco di tutto ciò che viene dalle parole, parole non linguaggio,
Mi recai sull’isola innevata.
Non ha parole la natura selvaggia.
Le sue pagine non scritte si estendono in ogni direzione.
Mi imbatto nelle orme di un cerbiatto.
Linguaggio non parole.
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Una bevanda effervescente in bicchieri vuoti.
Un altoparlante che diffonde silenzio.
Un sentiero che ricresce ad ogni passo.
Un libro che può essere letto solo al buio