cinema del silenzio
Etichette: accademia del silenzio, cinema, milanoSi può guardare il silenzio? Andare al cinema e vedere il vuoto, abitare il confine, soffermarsi su ciò che sta 'tra' e 'oltre', interstizio e spazio di ascolto? Oggi e domani, a Milano, al Mic, Accademia del silenzio riflette su questi temi, con una rassegna di sei film.
Perle televisive
Etichette: cinema, laEffe, registi, silenzio, televisione, Ten minute talesUna piccola perla televisiva, dedicata al silenzio. Sono "Ten minute tales", Una storia in dieci minuti, 11 cortometraggi realizzati dai produttori più premiati ai Bafta e agli Emmy, scritti e diretti dai maggiori talenti della scena culturale anglosassone.
In un mondo sempre più immerso nel frastuono, qual è il valore del silenzio?
Prova ad esplorarlo, a partire da lunedì 23 dicembre, alle ore 21, LaEffe, al canale 50 del digitale terrestre.
Una serie di piccoli brevi racconti "muti" e pieni di emozioni, che dimostrano come si può ascoltare con gli occhi, narrare senza parole, capire e capirsi senza fare rumore.
La nostra preferita?
"Statuesque" di Neil Gaiman. Un uomo passa le sue giornate a guardare le statue viventi in strada. Un giorno si innamora di una di esse, ma diviene a sua volta l'oggetto d'amore di un'altra statua che lo guarda guardare la sua amata...
ascoltare i sassi
Etichette: cinema, grecia, josé maria arguedas, letteratura, perù, registi, scrittori, silenzio, theo angelopoulosRiceviamo una segnalazione da Anna, che volentieri pubblichiamo:
"Vivo in un Paese dove ogni sasso ha molta più storia, molte più cose da raccontare di ciascuno di noi. Ascolto i sassi e serve silenzio per sentirli". Theo Angelopoulos
Anche un grande scrittore peruviano racconta, nel bellissimo libro I fiumi profondi, il bisogno di ascoltare i muri, la loro storia, con gli occhi e con le mani.
Scrive José Maria Arguedas: «Camminai davanti al muro, pietra dopo pietra. M’allontanai di qualche passo, lo contemplavo e m’avvicinavo di nuovo. Toccai le pietre con le mani; seguii la linea ondulata, imprevedibile, come quella dei fiumi, in cui si congiungevano i blocchi di roccia. Nel buio della strada, nel silenzio, il muro sembrava vivo; sui palmi delle mie mani, ardeva la giuntura delle pietre che avevo toccato»
Quanto è sonoro il cinema muto?
Etichette: cannes, cinema, festival, film, michel hazanavicius, silenzio
In tempi di cinema 3D ed effetti speciali spettacolari, proprio la sfavillante Croisette resta affascinata da un'operazione di "levare", "sottrarre", ridurre al grado zero della comunicazione (per comunicare di più e meglio...).
The artist è un film in bianco e nero e il regista francese Michel Hazanavicius ha raccolto al Festival di Cannes l'applauso più caloroso della critica internazionale. Entrato in concorso all'ultimo momento, girato come un vero film muto, con le didascalie per spiegare i dialoghi, racconta il momento cruciale in cui il cinema passò dal muto al sonoro. Anziché alzare toni e volume, si parla tacendo!
