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NANA'

. martedì 16 febbraio 2010
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Voglio, mi piace, sogno un mondo fatto di allegria. Amo essere allegra, sono Nanà, Herrety, Kessiwaah e molto altro. Sono il Ghana, sono di Kumasi, sono i miei quarant’anni sono i miei cinque figli. Adoro la musica, la vita, il canto.
Bambini per me, alberi e foreste, libertà di essere.
Sono i colori della mia bandiera, sono una Ashanti.
Il mio stool è bellissimo, è fatto con legno di un albero, mi ci sono seduta diverse volte, crescendo. E’ un sedile bianco e sacro. Il Ghana… Il Ghana è per me la mamma, la terra che accoglie, che nutre. E’ una terra ricca e fertile. E’ una terra magica. Si respira la natura, e le cose belle che Dio ha creato. Alberi, uomini, animali tutti insieme, caffè, mango, ferro.

Di Herrety Kessiwaah
Terzo premio III edizione del Concorso Lingua Madre
Tratto da Lingua Madre Duemilaotto - Racconti di donne straniere in Italia

GOCCE DI RICORDI

. giovedì 26 novembre 2009
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Ho sempre amato il rumore della pioggia: che sia sul tetto della casa, sull’asfalto, sui bidoni di latta allineati nel cortile, oppure semplicemente sulla punta dei piedi nei giardini pubblici.
E’ domenica mattina, e piove. Sono svegliata dal rumore assordante delle gocce sul tetto; trovo un grande piacere nel poter tirare su le coperte morbide fino al collo e guardare scorrere le gocce a rivoli sui vetri della finestra.
Avvolta nelle lenzuola mi sento protetta, nel minuscolo abbaino in cima ad un palazzo di dieci piani. Io che ho passato l’infanzia su una casa a palafitta, dove le gocce di pioggia e l’acqua del fiume si confondevano, durante la stagione delle piogge, e dove bastava sporgersi dalla finestra per poter vedere l’acqua tumultuosa, color fango, del fiume che si scatenava sotto il nostro pavimento. Al decimo piano tutto appare lontano, inafferrabile, è una dimensione nuova che mi inquieta non poco. [...]

Di Fatima Ahmed
Cambogia
Secondo premio III Concorso Lingua Madre
Tratto da Lingua Madre Duemilaotto - Racconti di donne straniere in Italia (Ed. Seb 27)

Capelli

. lunedì 16 novembre 2009
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Di Lucia Panzieri

Da "Lingua Madre Duemilaotto - Racconti di donne straniere in Italia"

"[...] Noi tutti, invece, l’avevamo presa tra di noi come una sorella, come una figlia nuova, ed eravamo molto affascinati dalla sua Africa, dai suoi silenzi, dal suo italiano che cresceva, da quando per la prima volta è andata in bicicletta. I vestiti africani che di volta in volta arrivavano, da parte di sua madre, riempivano di colori straordinari il mio armadio.Poi è nata mia figlia: gli occhi lucidi e silenziosi nella penombra della mia camera da letto, Nana è rimasta più di tutti vicina a me senza dire una parola. Ricordo che tutti andavano e venivano, guardavano Chiara che dormiva tranquilla, raccontavano aneddoti di anni prima, cercavano le prime somiglianze. Lei no, stava accanto a me in un silenzio commovente, raro e perfetto, che era proprio una delle cose che in quel momento desideravo di più. Niente a che vedere con la sua prima visita, questa volta finalmente avevo visto la sua bellezza.Quel silenzio, ho imparato da Nana. Quel silenzio, e i capelli. Nana se li pettina, se li allunga, li lega in cento treccine di perle, li raccoglie sopra la testa o li lascia lunghi sulle spalle, li profuma, li spalma di creme. Spesso tutto da sola, o con l’aiuto di un’amica africana. Io i capelli delle volte nemmeno me li asciugo; faccio la doccia, magari anche la sera tardi, ma per stanchezza vado a letto senza asciugarli. Il mattino accompagno i bambini a scuola con i capelli disordinati, legati in fretta mentre già esco di casa. Nana, invece, anche quando chiacchieriamo, accarezza i capelli di mia figlia, li pettina senza accorgersene, e mentre mi parla riuscirebbe a farle, anche senza guardare, almeno un milione di trecce."

Il silenzioso cammino della migrazione

. martedì 10 novembre 2009
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È una caratteristica delle donne quella di predisporsi all’ascolto: ascolto delle persone, delle necessità, dei rumori e dei suoni della natura, dei ricordi e delle suggestioni della propria terra (magari lontana). Le donne sono naturalmente predisposte all’ascolto dell’altra o dell’altro, in silenzio.
Il simbolico materno è fatto di silenzi, l’amore per la madre non necessita di parole superflue. Temi quali la genealogia femminile, la differenza di genere, sono spesso quasi innati, più che pensati coscientemente.
Le donne dimostrano così come anche il fenomeno della migrazione al femminile necessiti di una lettura diversa da quella tradizionale, diversa da quella dell’analisi storica accademica classica, che metta in luce quelle “strategie di libertà” di cui scrive Cristina Borderias.Superato il paradigma dell’emancipazione, infatti, la presa di coscienza femminista impone il valore fondativo della differenza e introduce nuove categorie analitiche nello studio dei rapporti sociali e di lavoro. Così vengono innescate le “strategie di libertà” che conducono al cambiamento. Insieme ad esse la speranza e quella forza irrinunciabile del desiderio di cui scrive Luisa Muraro.
Le donne sono predisposte alla maternità, ad accogliere l'altro da sé, ad averne cura e a far sì che sviluppi la propria autonomia. Così come hanno - quale modalità propria di stare al mondo - la relazione prima della norma, la responsabilità prima della convenienza, la cura dei rapporti prima della giustizia astratta, come ci hanno dimostrato tante filosofe e pensatrici, quali Carol Gilligan. Tutto ciò imprime alle donne un atteggiamento diverso nella gestione dell'impensato, del nuovo, di ciò che è straniero. E quando due donne si incontrano, ciò che appare in quel primo impatto è la comune appartenenza allo stesso sesso, prima della nazionalità, della lingua o del ceto sociale. In silenzio.
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Nelle prossime settimane saranno pubblicati, perché legati al tema del silenzio, brani tratti dalle raccolte “Lingua Madre Duemilasei, Duemilasette, Duemilaotto e Duemilanove – Racconti di donne straniere in Italia” (ed. Seb 27), che raccolgono i racconti selezionati dal Concorso letterario nazionale Lingua Madre, ideato da Daniela Finocchi e progetto permanente della Regione Piemonte che lo promuove insieme al Salone Internazionale del Libro di Torino. Il Concorso Lingua Madre è il primo dedicato alle donne straniere che scrivono in italiano, una sezione è dedicata anche alle donne italiane che vogliano “raccontare” le donne straniere (donne che hanno incontrato, conosciuto, amato e che hanno saputo ascoltare, in silenzio).
Il bando della V edizione chiuderà il 31 dicembre 2009. Per tutte le informazioni www.concorsolinguamadre.it

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per le cartoline del silenzio:
Due mani non bastano (www.duemaninonbastano.it)
Studio Camuffo (www.studiocamuffo.com)
Studio Labo (www.studiolabo.it)
Civico 13 (www.civico13.it)
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