

Si avvicina l'appuntamento a Vicenza con i Classici Contro. Il prossimo 12 aprile, alle 20,30 nello splendido teatro Olimpico,si parlerà della bellezza del silenzio, attraverso le voci negate di Tacita Muta, il fruscio di Dafne, il sibilo di Artemide, l'eco di Calipso, il tacere delle Sirene.
Un viaggio dall'antica Grecia alla Palestina, con Accademia del Silenzio, all'interno dello splendido programma ideato da Alberto Camerotto e Filippomaria Pontani.
Il progetto "Classici Contro" invita il pubblico a rileggere, anzi a riascoltare, i classici antichi come se fossero contemporanei. Saranno docenti, studiosi, filosofi e filologi di tutta Italia e del mondo a raccontarli sul palcoscenico in monologhi-
performance che invitano a ragionare sull'essenza della buona politica e dei rapporti fra cittadini e "res publica". I temi di quest'anno sono due: "Bellezza" e "La rivoluzione dei classici". Il primo verrà accolto dalla città di Vicenza il 12 e 13 aprile, al Teatro Olimpico,
al Teatro comunale e alle Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari. Il secondo è il tema scelto per Venezia, che il 19 aprile sarà sede del gran finale al Teatro Goldoni, alla Biblioteca Marciana e al Teatro di Santa Margherita.
il silenzio e i Classici Contro
Etichette: accademia del silenzio, alberto camerotto, Classici contro, filippomaria pontani, polla-mattiot, spettacoli, teatro, VicenzaIl killer delle parole
Etichette: killer, parole, pennac, silenzio, teatroE' un mestiere spietato e malinconico, quello di un cacciatore sicario che osserva le parole dimenticate, mai ravvivate d'uso e voce, mai più nominate, evocate, cucite in un discorso, e le elimina senza pietà. Lavoro ingrato, da spazzino pre-raccolta differenziata: per sbarcare il lunario questo aggiornatore di vocabolari, ad ogni neologismo che inserisce, deve fare pulizia, fare spazio. Per questo uccide i termini desueti: li rottama senza fare differenze. Le sfumature sono ingombranti... L'agguato del nuovo mette in scacco la memoria spazzandone via le tracce. Sistematizzare è anche perdere. Non poteva che essere Pennac il creatore di una fiaba di tanta crudeltà ironica e vera. L'ha musicata Claudio Ambrosini e va in scena alla Fenice di Venezia.
il silenzio di Servillo
Etichette: attore, emozioni, pause, scena, servillo, silenzio, teatro«In scena il silenzio aumenta la forza del rito, condiviso in diretta, da chi propone e chi riceve: la pausa ben gestita aumenta lo scambio di emozioni e pensieri contenuti nello spettacolo. Come se l'attore suggerisse allo spettatore, insieme al testo, "siamo qui, io e te, ora". Una sottolineatura del tempo che passa, della durata drammatica».
Toni Servillo intervistato da Liana Messina (su D, 16 ottobre 2010)