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chi vuole rispondere?

. lunedì 22 novembre 2010
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Oggi si è parlato di silenzio in Bicocca. Un'ora e mezza di lezione, un'ora e mezza di parole per raccontare come il silenzio può diventare uno "strumento di comunicazione". Questo è il questionario che abbiamo proposto a tutti gli studenti. Chiunque si colleghi a questo blog e abbia voglia di farlo, in tutto o in parte, è il benvenuto. Compilate il form con le vostre risposte



Il questionario è disponibile e si può scaricare anche sul sito dell'università

il silenzio di internet

. mercoledì 15 settembre 2010
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Staccare la spina: letteralmente. Cinque scienziati americani hanno provato a vivere per un mese unplugged, senza computer, mail, telefono, nel "silenzio" dello Utah, isolati da qualsiasi collegamento hi-tech.
Sul blog del New York Times raccontano non solo l'esperienza (i più entusiasti sono David Strayer, professore di psicologia all'Università dello Utah e Paul Atchley dell'Università del Kansas. Più scettico Art Kramer, dell'Università dell'Illinois), ma i cambiamenti che avvengono nel cervello e nei sensi, tagliando tutti i ponti con le abitudini digitali.
Ne è nato un dibattito fra agli autoreclusi dello Utah e un piccolo campione di detecnologizzati volontari, invitati dal giornale a vivere per un po' senza rete (i video con i loro racconti sono molto divertenti).
Dis-connettersi, mettere a tacere i contatti virtuali, regala indubbiamente più tempo e molti vuoti. Ma questo vuoto è interstizio mentale, spazio (e respiro vitale) FRA i pensieri? E' solo un contenitore che improvvisamente (e forzatamente, per prova, per sfida, per esperimento e per un tempo limitato) si svuota o diventa anche, quasi inconsciamente o almeno involontariamente, contenuto soggettivo? E lascia una traccia (nel cervello, non nelle abitudini di vita. Quelle è ovvio, per un po', finché dura la prova, cambiano) oppure no?

siamo tutti cicerone...

. martedì 23 marzo 2010
2 commenti

O no?
La notizia è di qualche giorno fa ed è stata annunciata così: arriva in Italia il "fitness oratorio".
Niente meno...
Di che si tratta? Di una palestra verbale, un'aerobica per lingua e cervello? pesi e bilanceri formato lessico?
No, è solo l'ennesima tecnica per "diventare leader", anzi "veri leader". (perché? qualcuno vuole per caso diventare falso leader?)
L'obiettivo è perseguito con tenaci esercitazioni per "liberare il Cicerone che c'è in te", vale a dire per risultare sicuri di sé, persuasivi, brillanti e carismatici quando si parla in pubblico. Basta entrare a far parte del club ToastMasters e, due volte al mese, si studierà l'arte del discorso. Un training in 10 step (che beninteso non hanno nulla a che vedere con gag & ginnastica).
Gli iscritti: nel mondo 250mila per 12500 club.
Se questi dati sono veri, forse ognuno di noi annovera fra i suoi amici Cicerone (voi ve n'eravate accorti?)
A tutti i To(a)sti Leader, un memo da quello stesso maestro di oratoria:
la miglior risposta è il silenzio

silenzio e vuoto

. venerdì 19 marzo 2010
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Gillo Dorfles ha scritto un interessante elogio del vuoto. Ecco qualche passaggio
"Il troppo, pieno, il troppo congestionato, ndelle nostre città, delle nostre spiagge, delle nostre case, è certamente una delle tare della contemporaneità, come ho cercato di illustrare nel mio saggio Horror pleni nella speranza che un improbabile lettore ne tenga conto. Ma altrettanto cruciale, è il fatto di sottolineare l' importanza del vuoto. Vuoto, non come «assenza» di alcunché, ma come lacuna da colmare; come entità a se stante, matrice di molte ideazioni, sensazioni, invenzioni".
(...)
"L'Occidente e la sua grande arte è stata da sempre un'«arte del pieno», del saturo, e addirittura dell'ipertesto, «ipercarico». In fondo, la stessa iperbole è sempre stata una delle «figure semantiche» della nostra civiltà".
(...)
"Ma perché non tener conto anche delle altre famiglie artistiche? Si pensi alla estrema «vuotezza» di tante composizioni di Cage o del nostro Beppe Chiari; oppure alle caratteristiche scansioni del teatro di Kantor. E, per quanto concerne la pittura, alla «assenza» di forma o colore nei «dipinti bianchi» di Tobey o - e qui lo spazio beante domina - a tante tele forate di Fontana dove l' assenza costituisce la sostanza stessa di «buchi» e dei «tagli»"
(...)
"Credo che il rispetto del vuoto, dell' «assenza», del silenzio, sia oggi più che mai necessario per una equilibrata struttura della nostra esistenza. L' individuo che sarà ancora affascinato dal vuoto d'una spiaggia deserta o da quello d'una distesa nevosa alpestre, ma anche da quel vuoto del pensiero da cui sorgono le immagini più preziose, potrà ritrovare quella vena creativa e fruitiva che l'assenza costante del vuoto gli ha precluso.
Corriere (18 marzo 2010)

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per le cartoline del silenzio:
Due mani non bastano (www.duemaninonbastano.it)
Studio Camuffo (www.studiocamuffo.com)
Studio Labo (www.studiolabo.it)
Civico 13 (www.civico13.it)
Happycentro+sintetik (www.hs-studio.it)
Signaletic (www.signaletic.it)
Delineo Design (www.delineodesign.it)
Joe Velluto (www.joevelluto.it)
Elyron (www.elyron.it)