Visualizzazione post con etichetta spazio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spazio. Mostra tutti i post

Quando torno a "casa"...

. mercoledì 16 giugno 2010
0 commenti



Ogni volta che torno da un viaggio in Italia, tento di capire cosa provo, scoprire quale sia "casa mia" ora e vedere se l'Australia e' riuscita, in questi ultimi anni, a diventarmi familiare. E ho ben 450 chilometri di strada per farlo; la distanza tra l'aeroporto di Melbourne e la cittadina di Penola, dove vivo, subito al di la' del confine tra Victoria e South Australia.

450 chilometri di campi, di colline,

di pecore e di canguri. 450 chilometri di alberi e di spazio. E sono soprattutto questi ultimi due elementi a rispondere ai miei dubbi e a calmare la mia inquietudine.

Gli alberi - gli innumerevoli tipi di eucaliptus di questa terra - sono una delle cose piu' belle della natura australiana; forti e rassicuranti anche senza piu' vita nei loro tronchi. Qui difficilmente tagliano un albero morto, perche' anche il suo scheletro e la sua silhoette asciutta appartengono alla storia del paesaggio.

E lo spazio. Quello vero. Vuoto, almeno a

pparentemente. Silenzioso. Vasto e, proprio per questo, cosi' luminoso. Mi scopro a fare respiri profondi di fronte a questo spazio sudaustraliano. Poi immagino una casa accanto a uno di quegli eucalipti e mi dico che, si', potrei viverci. Potrei sentirmi felice tra quegli alberi e quella luce. E quella potrebbe diventare “casa mia”.

Qualsiasi angolo del mondo con queste dimensioni e questi spazi vuoti, se non ti spaventa, non puo' che diventare casa tua. Almeno per un po'.

pagine bianche

. lunedì 14 giugno 2010
1 commenti

Venerdì 11 giugno 2010, Repubblica è uscita con una Prima Pagina bianca. La Stampa con 2 rubriche (Buongiorno e Jena) non scritte: spazio senza parole. Un silenzio usato come manifesto, silenzio per protestare, senza dire l'oggetto della protesta stessa (lasciato implicito: la legge sulle intercettazioni).
La scelta del vuoto rispetto all'abituale pieno dell'informazione ha un forte impatto proprio per l'uso spiazzante del tacere, del sottrarre comunicazione nel luogo (un giornale) deputato a farla. Vi ricordate la forza pubblicitaria del "Silenzio, parla Agnesi?"
E' lo stesso meccanismo, la stessa tecnica di comunicazione: ribaltare l'aspettativa e dunque la prospettiva.
Ne esiste un illustre precedente. l'Indipendent del 5 gennaio 2005.
Allora la scelta del direttore fu di pubblicare una copertina immacolata. Di fronte alla più ampia e capillare copertura mediatica mai vista per una tragedia naturale, l’Indipendent uscì con una pagina nuda, e una sola riga, in corpo piccolissimo: Di fronte alle vittime dello tsunami, silenzio.
Un procedimento retorico applicato alla lettera: la reticenza fatta pagina.
Un minuto di silenzio...

ultimi post

ultimi commenti

etichette

cerca nel blog

credits

per le cartoline del silenzio:
Due mani non bastano (www.duemaninonbastano.it)
Studio Camuffo (www.studiocamuffo.com)
Studio Labo (www.studiolabo.it)
Civico 13 (www.civico13.it)
Happycentro+sintetik (www.hs-studio.it)
Signaletic (www.signaletic.it)
Delineo Design (www.delineodesign.it)
Joe Velluto (www.joevelluto.it)
Elyron (www.elyron.it)