Silent Rave

. martedì 27 aprile 2010


Una contraddizione in termini?
per verificarlo bisognerebbe parteciparvi! per chi può un invito a verificare, a Bologna domenica 23 maggio. Di seguito il link del gruppo e le relative informazioni
FLASH MOB BOLOGNA SILENT RAVE




1 commenti:

silenceblog ha detto...

Ecco l'articolo pubblicato sul Corriere, a firma di Daniela Corneo, a proposito dell'evento:

ZITTI, SI BALLA. E' L'ORA DEL SILENT RAVE
Domenica il «flash mob» con i-pod sbarca in Italia: in contemporanea a Bologna, Vicenza, Lecce e Torino

A un certo punto, al segnale convenuto, tutti inizieranno a ballare. Lo stile è solo un dettaglio. La cosa disarmante è che ovunque ci sarà solo silenzio. Dieci minuti di silenzio intenso in cui in piazza Maggiore tutti si scateneranno, cuffie alle orecchie, in un ballo muto. Eccolo anche in Italia il «Silent rave», la nuovissima declinazione del flash mob che si svolgerà domenica pomeriggio alle 17 in contemporanea a Bologna, a Vicenza, a Lecce e a Torino.

DA NYC: Neanche a dirlo, i primi a dare l’esempio sono stati i newyorkesi, sempre più dediti a spezzare la quotidianità. Ma l’Italia non sta certo a guardare. Bologna, poi, è particolarmente prolifica in fatto di mobilitazioni istantanee collettive, perché questo significa flash mob: il 30 aprile, infatti, sempre in piazza Maggiore, era andata in scena la super lotta di cuscini.

MUSICA MUTA - Questa volta la musica (muta) sarà l’assoluta protagonista della manifestazione che tramite la rete di Facebook ha già raccolto qualcosa come 3.300 partecipanti, una cifra che da qui a domenica continuerà sicuramente ad aumentare. E c’è anche chi promette di precipitarsi qui da tutta Italia, chi da Roma, chi da Novara, chi sta addirittura organizzando dei passaggi in macchina. Per essere lì, con le cuffiette e ballare sul Crescentone.

REGOLE - Le regole sono già state fissate e, come ogni flash mob che si rispetti, anche il «Silent rave» ha le sue: ogni partecipante è invitato a rispettarle. La prima è che si va avanti, nonostante tutto. Anche nonostante la pioggia, dovesse esserci brutto tempo. Ci si ritrova in piazza Maggiore attorno alle 16.50, si resta seduti a chiacchierare sulla scalinata di San Petronio o si passeggia tranquillamente per la piazza, poi a un certo punto un ragazzo con la maglietta rossa e il cappellino nero di Flash Mob Society salirà sul Crescentone, indosserà le cuffie del suo i-pod e quello sarà il segnale: a quel punto a lui si uniranno tutti e inizieranno a ballare in modo sfrenato. Ma rigorosamente in silenzio. «Ognuno ballerà la musica che vuole — recita la quarta regola — scatenandosi come a un vero e proprio rave: potete ballare ska, punk, metal, rock, musica da discoteca, techno, ma anche il valzer in coppia». Ma invece che 5 minuti, come tutti gli altri flash mob, questa volta si continuerà per dieci: ecco perché l’hanno chiamato rave. Poi ci sarà lo stop, improvviso. Quando il ragazzo con la maglia rossa smetterà di ballare e si toglierà le cuffie, farà capire a quelli che stanno attorno a lui che è ora di smettere. Ma l’ultima regola, forse, sarà la più difficile da rispettare: dovranno andarsene via tutti come se niente fosse stato e, soprattutto, senza applausi. A New York ha funzionato: ad Union Square Park recentemente si sono riunite più di cinquemila persone. All’evento bolognese su Facebook hanno già detto che parteciperanno in 3.300 (per ora), ma all’invito devono ancora rispondere più di 4 mila persone. Non che Bologna possa ambire a superare New York, ma che si stia guadagnando un posto di tutto rispetto tra le città più devote ai flash mob ormai è fuori discussione. E adesso silenzio.

19 maggio 2010

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