Appuntamento col SILENZIO

. martedì 10 gennaio 2012
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Milano a scuola di SILENZIO!

Imparare a rallentare, ritagliarsi degli spazi per sé, apprezzare il silenzio (anche in una grande città)
Appuntamento il 18 gennaio alle ore 17,00 alla CASA della CULTURA per scoprire tutte le novità 2012 di Accademia del Silenzio.

* Una scuola invernale, serale (con laboratori e seminari pratici) a Milano, alla Casa della Cultura
* Una scuola estiva, residenziale (con laboratori e seminari pratici) nella bella cornice di Anghiari, in Toscana
* Un concorso e una mostra fotografica sul silenzio, che verrà esposta presso la bellissima Fondazione Mediaterraneo nella Baia del silenzio di Sestri
* L’iniziativa Spegni la luce e accendi il pensiero! Scrivere il silenzio a lume di candela, in collaborazione con il Concorso Lingua Madre e Radio 2 Caterpillar, per la Giornata del Risparmio Energetico.
* L’iniziativa dell’Isola del silenzio a Lecco (per il festival Leggermente)
* Una collana di libri dedicata esclusivamente al tema del silenzio (le prime tre uscite in primavera) …

e tanto altro ancora…

Se ne parlerà alla Casa della Cultura il 18 gennaio, alle ore 17
(con la presentazione il programma completo del nuovo anno).
Ospite speciale della serata:
il filosofo Franco Rella che terrà una lezione su “Il silenzio e le parole”

parole come dita

. mercoledì 21 dicembre 2011
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"Parole come dita" è il titolo di una sussurrata struggente bellissima raccolta di poesie di Angelo Andreotti, edita da Moby Dick, intessuta di silenzio.

Ne riportiamo qui una, intitolata
"Nel silenzio del canto"
Immobili a prua osserviamo le mappe,
ma lo sguardo non s'alza
a scrutare le ampiezze del pensiero.
Persuasi di esplorare
navighiamo in realtà le stesse rotte,
e in circoli viziosi
rimestiamo ore ferme e senza tempo
nel silenzio del canto
messo a tacere dal chiasso degli echi.

Ma di notte si sogna,
e qualche sguardo s'allunga nel cielo
perdendosi in vertigini,
e va lontano, più lontano ancora
della luce che vaga
portando stelle e un modo per andarci,
poichè il mondo è un abisso
e l'anima quel colpo d'ala pronta
a staccarci dal centro,
dall'idea fatta una volta per tutte.

ssssh, si viaggia nelle carrozze del silenzio

. giovedì 1 dicembre 2011
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I primi sono stati gli svizzeri: sui treni hanno riservato un'area "vietata ai cellulari" e ai rumori.
Questo il cartello di riconoscimento


Poi è stata la volta della Germania: sui treni ad alta velocità delle ferrovie tedesche, ci sono aree relax all'interno di speciali lounge (scompartimenti dietro il macchinista) o in carrozze complete. In questo settore, si legge nel regolamento "non sono gradite conversazioni al cellulare, squilli, ascolto di musica a volume elevato (anche con le cuffie) o altre attività rumorose".
Questo il segnale


Adesso la "novità" arriva anche in Italia, annunciata "a gran voce" da Frecciarossa: nella Premium inaugura l’area del silenzio, una zona dove è proibito telefonare e parlare a voce alta. A far rispettare le regole stewart e hostess in divisa, veri e propri tutor della quiete.
Ma per ora il silenzio resta un privilegio per pochi: i posti riservati a chi in treno vuole viaggiare senza ascoltare le conversazioni altrui saranno 16.

per le donne

. mercoledì 23 novembre 2011
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un filmato che non ha bisogno di parole

il poeta del silenzio

. lunedì 31 ottobre 2011
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il post di Marina

Vorrei mandare un post sul poeta del silenzio, lo svedese Tomas Tranströmer che ha vinto il nobel della letteratura in questi giorni

Marzo ’79

Stanco di tutto ciò che viene dalle parole, parole non linguaggio,
Mi recai sull’isola innevata.
Non ha parole la natura selvaggia.
Le sue pagine non scritte si estendono in ogni direzione.
Mi imbatto nelle orme di un cerbiatto.
Linguaggio non parole.
*************
Una bevanda effervescente in bicchieri vuoti. 
Un altoparlante che diffonde silenzio. 
Un sentiero che ricresce ad ogni passo. 
Un libro che può essere letto solo al buio

cammini di silenzio

.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa mail

Sono anch'io un "viaggiatore del silenzio"
Ho curato lo scorso anno la stesura del libro "Viaggio nel silenzio di Adelaide", una raccolta di un racconto, fotografie e pensieri sul viaggio della protagonista verso Santiago di Compostela.
L'ho presentato più volte in incontri pubblici e sempre ho l’occasione di parlare del reale cammino verso Santiago de Compostela fatto dalla protagonista e, mettendoli in relazione tra loro, degli svariati e complessi cammini di ognuno alla difficile ma vitale ricerca di se stessi e della propria autenticità. Cammini possibili solo nel silenzio. In allegato la copertina del libro.
Grazie dell'attenzione e un saluto
Armida Massarelli
 
 

adottare una parola

. venerdì 21 ottobre 2011
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segnalo una bella iniziativa patrocinata dalla Società Dante Alighieri a cui si può partecipare per difendere l'impoverimento della lingua: "Adotta una parola"


Per tutelare l'italiano che scompare, la Società Dante Alighieri, che dal 1889 si propone diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ha lanciato la campagna «Adotta una parola». In collaborazione con quattro dizionari d’italiano (Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli) ha selezionato le parole in via d'estinzione nella nostra lingua.
Sul sito dell'iniziativa, chiunque ami l'idioma del bel paese può scegliere una parola, adottarla e diventarne il custode per un anno, impegnandosi a promuoverne l’utilizzo, segnalarne abusi e registrare nuovi significati. L'aspirante custode deve indicare la motivazione della scelta e sottoscrivere una dichiarazione simbolica d'impegno: in cambio, riceverà un certificato (digitale) di adozione.

Anche il Corriere della Sera contribuisce all'iniziativa. Hanno scelto venti parole "in via d'estinzione" e propongono un gioco per valorizzarle: nel forum di Corriere.it i lettori potranno scegliere una parola e inviare una frase che la contenga e ne illustri il significato. Ogni settimana, per un mese, le frasi migliori saranno pubblicate su Io Donna.

anagrammi

. martedì 18 ottobre 2011
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ma sarà un caso?

Adotta una parola perché non cada nel silenzio

. domenica 18 settembre 2011
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Da clangore a edule il web adotta le parole perdute
Su internet aumentano i custodi dei vocabili "in via d'estinzione". Così Facebook diventa il luogo virtuale dove rilanciare la lingua
di STEFANIA PARMEGGIANI
da Repubblica 14settembre 2011

S'incontrano tra le pagine di un libro. Affascinano per la precisione del significato, ma a renderle preziose è il velo di polvere che le ricopre. Sono le parole smarrite, desuete, in via di estinzione. Se i più non se ne curano, altri decidono di adottarle per restituirgli un futuro: i custodi delle parole dimenticate, linguisti, scrittori e insegnanti, ma anche studenti, avvocati, ingegneri. Persone di età e professioni differenti che in Italia, sulla scia di quello che accade in altri paesi europei, combattono dal basso una battaglia per la salvaguardia della lingua d'origine.

Così come accade con i seed saver - i salvatori dei semi antichi che tramandano la biodiversità - i custodi che incontrano una parola dimenticata la raccolgono e la depositano sul web. Un atto di adozione, l'impegno a farla cadere apparentemente per caso in una conversazione tra colleghi e amici con la speranza di strapparla a una vita solo di carta. "Non abbiamo la pretesa di salvare l'italiano, ma vogliamo dare il nostro piccolo contributo", spiega Lea Barzani, fondatrice del gruppo Facebook "Adotta una parola". "Quanti sono i termini che incontriamo in un libro e vorremmo fare nostri? Invece di annotarli su un taccuino, proviamo a congelarne l'esistenza su Internet e magari a inserirli nelle nostre conversazioni".

Riemergono così, dalla penna e dalla voce dei circa 300 iscritti, sostantivi come obnubilamento, clangore e baciapile. Di gruppi simili Facebook ne conta almeno una dozzina. Il più numeroso - 1000 iscritti - è nato all'indomani dell'appello di Zapatero ai suoi connazionali perché smettessero di "sporcare" lo spagnolo infarcendolo di inglesismi. I custodi non si limitano a utilizzare i social network, ma creano "oasi di protezione linguistica" sul modello del sito "save the words" dell'Oxford University Press. Matteo Corcioni, 26 anni e un futuro da avvocato, insieme all'amico Stefano Avesani, ingegnere ambientale, ha creato il blog "vocabolario delle parole desuete". "Ogni volta che un vocabolo viene dimenticato - spiega Corcioni - lascia un vuoto nella nostra capacità di rappresentare il mondo. Chi legge il blog è invitato a contribuire ampliando la scelta e utilizzando le voci che più lo colpiscono". Dalla A di abbacinare alla V di veruno, il progetto è in costante evoluzione. Sempre online troviamo il "dizionario delle parole perdute" aggiornato in collaborazione con la Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari. Lo scopo è identico a quello che aleggia nei corridoi (virtuali) dell'"ufficio resurrezione parole smarrite", fondato da una creativa pubblicitaria, Sabrina D'Alessandro, che è anche autrice de "Il libro delle parole altrimenti smarrite" (Rizzoli).

L'obiettivo è di resuscitare termini come salapuzio, uomo piccolo di statura e con una grande considerazione di sé. Tra i custodi delle parole non mancano le case editrici. In prima fila la Zanichelli che da qualche anno completa il dizionario Zingarelli con un elenco di vocaboli da salvare. Nel 2012 saranno 2.953, 150 in più del 2011. "Abbiamo affinato l'elenco - spiega Lorenzo Enriques, uno degli amministratori delegati - aggiungendo termini come alacrità, belluino, crasso... Altri li abbiamo cancellati o perché frutto di una errata valutazione, come nicchia, o perché definitivamente entrati nell'italiano letterario come indarno". Le parole da salvare diventano anche parole del giorno, inviate ogni mattina a chi ne fa richiesta: "Sono pillole lessicali", un contributo alla salvaguardia di una lingua sempre più povera, ridotta nel suo utilizzo di base, a meno di 7000 termini.

Il telecomando del silenzio

. sabato 17 settembre 2011
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Il mio telecomando contro gli antipatici
Dai divi tv ai politici, i dieci «inascoltabili»
Un dispositivo li esclude in automatico? Politici e showgirl, ecco chi silenzierei
Di Aldo Grasso

A Brooklyn un tizio che si chiama Matt Richardson ha inventato (oggi lo porterà alla Maker Faire degli inventori di New York) il telecomando silenziatore fai-da-te che di fatto mette a tacere i personaggi della tv ritenuti antipatici. La sua lista degli imbavagliati va da Sarah Palin a Paris Hilton, da Donald Trump a Kim Kardashian. Il telecomando, una volta impostato, riconosce la voce antipatica e le chiude la bocca (per ora per 30 secondi).
È un telecomando dall'udito finissimo che prende nota delle stupidaggini origliate e impone il silenzio.
Immagino che ognuno di noi abbia la sua lista di inascoltabili, un piccolo elenco da sacrificare sull'altare del gioco, un ombrello che ci protegge dalle piogge acide di parole che ogni giorno il televisore riversa dal piccolo schermo. Se mi accingo a compilare questa piccola, personale Silence List (in ordine alfabetico) è solo perché il silenziato ha qualcosa di letterario che lo rende amorevole e insieme patetico, un predestinato al sacrificio.
Funzione del sacrificio è appunto quella di placare le violenze intestine, impedire la conflittualità casalinga, immolando uno solo per tutti.

Renzo Bossi Detto il Trota.
Non è elegante prendersela con i bambini, ma lui ormai è un affermato dirigente politico che, secondo i sacri dettami della Lega, si è fatto strada da solo. Lo silenzierei solo per lo scempio che fa della grammatica.

Daniele Capezzone
Ex radicale, interviene a ogni piè sospinto in qualità di portavoce di Forza Italia. Sempre con asprezza, con un'arietta tagliente che non ammette repliche, con la violenza assordante del convertito.

Massimo D'Alema
È il politico italiano che più di ogni altro ama farsi odiare. Sempre altezzoso, sempre indisponente anche quando ha ragione. Il tono della sua voce è così sprezzante che merita un cordiale switch off.
Barbara D'Urso Nostra Signora del Trash meriterebbe un anno sabatico di silenzio assoluto. Nessuna banalità la trattiene, nessun caso umano la impietosisce: nel suo salotto il tema della discussione è indifferente, l'importante è farsi notare.

Maurizio Gasparri
La logorrea gli fa un baffo. È diventato famoso con una legge che porta il suo nome ed è la prima volta che una legge un po' si vergogna. Spegnerei lui ma lascerei libertà di parola all'imitazione di Neri Marcorè.

Massimo Giletti
Scuola Minoli, ha quell'ipocrisia di far credere allo spettatore di stare affrontando un problema fondamentale per la vita del paese, sapendo bene che non c'è alcun bisogno di credere a una verità per sostenerla.

Niccolò Ghedini
L'onorevole Niccolò Mavaà Ghedini è sempre in tv a difendere il premier. Questa la sua attività principale, oltre quella di riequilibrare le presenze in studio di sinistra. Quando parla del suo capo è come se sentisse le voci. Per questo è meglio attenuare la sua.

Beppe Grillo
Con la sua voce sgradevole si è specializzato nel monologo, tendenza invettiva. Anzi, nel soliloquio. È uno che di mestiere fa l'antipatico per attirarsi le simpatie.

Pino Insegno
Quando faceva il comico non è mai riuscito a far ridere alcuno. Il suo modo romanesco di fare tv rispecchia il conformismo che regna nella tv generalista.

Massimo Mauro
È l'unico per cui non ho bisogno del telecomando di Mr Richardson. Come lo sento cambio canale. Avesse un'idea, la sapesse esprimere! Non basta aver fatto il presidente del Genoa e aver giocato con Platini, Zico e Maradona per essere all'altezza del discorso.

Aldo Grasso
Pubblicato sul Corriere 17 settembre 2011

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