Capelli

. lunedì 16 novembre 2009

Di Lucia Panzieri

Da "Lingua Madre Duemilaotto - Racconti di donne straniere in Italia"

"[...] Noi tutti, invece, l’avevamo presa tra di noi come una sorella, come una figlia nuova, ed eravamo molto affascinati dalla sua Africa, dai suoi silenzi, dal suo italiano che cresceva, da quando per la prima volta è andata in bicicletta. I vestiti africani che di volta in volta arrivavano, da parte di sua madre, riempivano di colori straordinari il mio armadio.Poi è nata mia figlia: gli occhi lucidi e silenziosi nella penombra della mia camera da letto, Nana è rimasta più di tutti vicina a me senza dire una parola. Ricordo che tutti andavano e venivano, guardavano Chiara che dormiva tranquilla, raccontavano aneddoti di anni prima, cercavano le prime somiglianze. Lei no, stava accanto a me in un silenzio commovente, raro e perfetto, che era proprio una delle cose che in quel momento desideravo di più. Niente a che vedere con la sua prima visita, questa volta finalmente avevo visto la sua bellezza.Quel silenzio, ho imparato da Nana. Quel silenzio, e i capelli. Nana se li pettina, se li allunga, li lega in cento treccine di perle, li raccoglie sopra la testa o li lascia lunghi sulle spalle, li profuma, li spalma di creme. Spesso tutto da sola, o con l’aiuto di un’amica africana. Io i capelli delle volte nemmeno me li asciugo; faccio la doccia, magari anche la sera tardi, ma per stanchezza vado a letto senza asciugarli. Il mattino accompagno i bambini a scuola con i capelli disordinati, legati in fretta mentre già esco di casa. Nana, invece, anche quando chiacchieriamo, accarezza i capelli di mia figlia, li pettina senza accorgersene, e mentre mi parla riuscirebbe a farle, anche senza guardare, almeno un milione di trecce."

1 commenti:

silenceblog ha detto...

Nella sua Litania d'Africa, l'amico Mauro Querci, aguzza occhio (fotografico) e orecchio (musicale). Ecco cosa scrive:
"L'Africa è dove non pensavi mai d'arrivare.
L'Africa è tutte le partenze che fanno paura.
L'Africa è quello sguardo fiero di donna, che non riesci a guardare.
(...)
L'Africa è il tuo incanto.
L'Africa è seguire qualcuno che ne sa sempre più di te.
(...)
L'Africa è un passo dopo l'altro che sale e affonda
(...)
L'Africa è che prima di andarci hai paura
L'Africa è scura ed è silenzio..."
Anche il suo libro è un viaggio, anzi tanti viaggi:
"Certe Afriche - Storie e geografie di un amore" (www.luoghielibri.it)

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