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. mercoledì 5 gennaio 2011

ZITTI ZITTI, ASCOLTATE IL SILENZIO
di ROSELINA SALEMI
La Stampa, 30 dicembre 2010

È una bella provocazione: Capodanno in silenzio. Niente botti, e via dalla pazza folla, ma ci sarà un posto dove non arrivi l'eco dei soliti rumorosi festeggiamenti rumorosi, degli urli che accompagnano il conto alla rovescia? C'è, c'è. Il 31, una minoranza entusiasta organizza a Castel Condino (in Trentino) un seminario di musicoterapia con ciaspolata notturna a bocca chiusa. Mentre a Roma, il party «Zitti zitti» promette isolamento acustico assoluto. La moda americana delle feste a zero decibel (silent party e mutus party) arriva anche in Italia, dove è appena nata l'Accademia del Silenzio, un mini-successo, 200 adesioni in cinque giorni.

Il progetto è di Duccio Demetrio (professore di Filosofia dell'educazione e di Teorie e pratiche della scrittura all'Università di Milano-Bicocca) e Nicoletta Polla-Mattiot giornalista (fondatrice del sito www.ascoltareilsilenzio.org e del blog blog.ascoltareilsilenzio.org) . La sede dell'Accademia è la Libera Università di Anghiari (www.lua.it ), ma ci saranno corsi, seminari e iniziative varie anche a Torino (al Circolo dei Lettori, il 12-13 marzo) e Milano ( la maratona del silenzio, il 9 marzo) per un 2011 meno strillato, meno stressante. Una scelta di vita contro l'inquinamento acustico, contro l'inquinamento esistenziale. «Silenzio è non farsi distrarre dai rumori, riconciliarsi con i sensi, è parlare e pensare senza che la voce sia indispensabile - spiega Duccio Demetrio -.

Se crederò di aver trovato finalmente il silenzio avrò saputo ascoltare la neve». Potrebbe sembrare, ma non è una cosa da snob. Raniero Maggini, vicepresidente del Wwf Italia organizza passeggiate con i bambini per rieducarli ai suoni della natura, cancellati dal frenetico sovrapporsi delle voci, delle auto arrabbiate, delle musichette spesso assurde dei cellulari. «Portiamo la gente a sentire il canto degli uccelli notturni e ogni volta vedo la meraviglia. Ma attenti, il silenzio non è il punto di partenza, è il punto d'arrivo. E' una conquista, è lo strumento che ci permette di ascoltare. Io lo cerco lungo i fiumi: la voce dell'acqua mi aiuta a riflettere e mi regala momenti di felicità». No, niente intellettualismi.

«Non penso al silenzio come a una vacanza, un lusso per pochi, un'eccezione, un privilegio, ma come un'esperienza possibile nel tempo nel quotidiano - dice allegra Nicoletta Polla-Mattiot - . La soluzione non è ritirarsi a meditare lontano, fuggire, ma creare oasi di quiete nei nostri uffici, nelle nostre vite. Se non il 31, proviamoci, nell'anno che sta per arrivare». Ma perché uno si iscrive all'Accademia del Silenzio? Ecco le risposte del common people: «Per cambiare ritmo», «perché amo la conversazione tenue», «perché mi piace più l'incontro dello scontro», «per comunicare davvero», «perché le parole sono pietre e il loro assedio può diventare prigione», «perché è il silenzio è la soglia dei sogni». E poi: «Perché sono stanco di ascoltare discorsi imbecilli…». Vale la pena di pensarci su. In silenzio, naturalmente.

3 commenti:

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Ad Anghiari, in provincia di Arezzo
NASCE L'ACCADEMIA DEL SILENZIO
di Roberta Scorranese
Corriere.it, 23 dicembre 2010

«Si parla troppo», ripeteva il premio Nobel José Saramago, convinto che solo il silenzio esiste davvero. Perché riusciamo a sentirlo (Michael Wehr, psicologo dell'Università dell’Oregon, ha scoperto i neuroni appositi), perché ne abbiamo bisogno (si moltiplicano alberghi e vacanze anti rumore) e perché, come insegnava Paul Simon, ne cogliamo il suono anche «in mezzo a diecimila persone e forse più».
ACCADEMIA - Ma non è solo per questo che ad Anghiari (Arezzo) nasce l’Accademia del silenzio, un laboratorio creativo con corsi, seminari, escursioni. «Nasce perché grazie al silenzio si comunica meglio», ironizza la giornalista e ricercatrice Nicoletta Polla Mattiot, fondatrice dell’Accademia insieme a Duccio Demetrio, ordinario di filosofia all’università Milano Bicocca. Il silenzio è pausa, è ascolto. È quel tempo necessario per mettersi in contatto con chi ci sta di fronte, è una zona franca che pesa, incuriosisce, attrae. «Il progetto», spiega Polla Mattiot, «non ha niente a che fare con il solito invito a evadere, uscire dai ritmi quotidiani. Ci sono corsi, momenti di riflessione, incontri in cui si approfondisce il valore del tacere».
SILENZIO - Ma il tacere insegna a parlare? Forse, se è vero che è dal silenzio che scaturiscono le domande. «Mai avevo udito un tale silenzio attorno a me – afferma Zarathustra – tanto che il mio cuore fu atterrito». È dai vuoti di parole che nascono le ansie più acute: l’sms che non arriva, la lettera di risposta che ritarda (come in Le relazioni pericolose, di Choderlos de Laclos). Polla Mattiot è un’esperta: ha fondato il Festival del silenzio e ha scritto una decina di libri sull’argomento: «Cerchiamo di promuovere», afferma, «una sorta di militanza del silenzio, contro la distrazione e l’ascolto superficiale. Anche nelle grandi città». Dove la cosa sembra un’impresa, ma non è detto: è a Filadelfia che, nel 1992 John Hudak fondò il Club del silenzio: ci si iscriveva e, periodicamente, ci si incontrava tacendo. Nel 1996 a Milano un’idea simile la ebbe anche la regista Laura Quaglia, senza contare le tante iniziative legate al turismo, come le escursioni a tema silenzioso (per esempio le gite notturne intorno al lago di Garda, simili a marce mute). E da qualche tempo anche in Italia ci sono i Silence Hotel, catena francese di alberghi che promette: niente rumori. Alcuni non sono proprio economici, ma non è un caso che il filosofo Thierry Paquot abbia inserito il silenzio tra i moderni lussi, nel suo saggio L’elogio del lusso. Dai concerti «muti» di John Cage ai «White Paintings» di Robert Rauschenberg (tele completamente bianche, senza parole in un certo senso), il tacere sembra davvero oro. Tanto che per parlarne sono qui occorse più di 438 parole.

silenceblog ha detto...

...E QUI

Essere e Benessere
di Nicoletta Carbone
Radio 24, 28 dicembre 2010
COME CI RIPOSIAMO?
Questo probabilmente è il periodo dell'anno migliore per ammettere di aver esagerato. Si tende ad essere più sinceri quando l'anno è agli sgoccioli. Ripensiamo ai giorni andati e al tempo che non basta mai, che corre sempre troppo veloce e che non ci lascia spazio per pensare e per fare. Per ascoltare l'altro e per ascoltare noi stessi. Troppismo contro il dolce far niente.
Chi vincerà?
In collegamento Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot
Per ascoltare la trasmissione:
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=riposo-stress-fatica-tempo-impegni

Maurizio Spagna ha detto...

IL CANTO DEGLI UCCELLI
...nella mia natura vago in cerca di un sentiero
e nelle parole considero la mia distinzione…

Durante il mio viaggio poetico
Spesso ho respirato
Il canto degli uccelli
La saggezza dell’eremita
E l’alto
Fitto e arrampicante
Ancora vivo, sdraiato o ricresciuto
Così, che mi sembrava di spiccarlo
Il volo del discorso
Così, vicino al battito di un Dio-

Nel volare di un uccello
Vi è grazia, amore e poesia-

Dall'alto quelle ali gonfie
Di un sangue caldo e in canto
Sono piume sul crepuscolo della vita
Sono penne del nostro racconto
Irripetibile-

Insieme agli uccelli ero felice
E non so dove sia, ora
Il sereno in me...
Ma il meglio di noi vagabondi
Verrà senza più cime
E tu Sole per eccellenza
Sarai equilibrio e fine
In quel brivido a pelle
Senza gambe
Così, come nuvole indossate,
Così…come pianto di cascate-


©2011
Maurizio Spagna
e il giro del mondo poetico-
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

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