Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.
Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.
Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.
Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.
Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.
Alda Merini
Ho bisogno di silenzio
Etichette: merini, parole, poesia, silenzioUn indovinello che ci riguarda
Anonimo poeta dell'Antologia Palatina, dal libro degli indovinelli (XIV 22):
Non parlare, e dirai il mio nome. Devi proprio parlare?
Anche stavolta - miracolo - parlando il mio nome dirai.
il silenzio del venerdì
Ieri, 29 ottobre, la rubrica Parole di Daria Galateria, sul Venerdì di Repubblica, era dedicata a silenzio. Si apre col latino silentium e se ne descrivono le utilità, con una sola controindicazione. Le parole sono di Hazlitt, Bufalino, Colton, Odifreddi, Canetti, Dart-Thornton, Delbrȇl. Mancano le parole del nostro blog, ma noi perdoniamo DG in silenzio...
il silenzio di Servillo
Etichette: attore, emozioni, pause, scena, servillo, silenzio, teatro«In scena il silenzio aumenta la forza del rito, condiviso in diretta, da chi propone e chi riceve: la pausa ben gestita aumenta lo scambio di emozioni e pensieri contenuti nello spettacolo. Come se l'attore suggerisse allo spettatore, insieme al testo, "siamo qui, io e te, ora". Una sottolineatura del tempo che passa, della durata drammatica».
Toni Servillo intervistato da Liana Messina (su D, 16 ottobre 2010)
turismo del silenzio
Etichette: lusso, rumore, silenzio, viaggioIl silenzio è un lusso e per questo ormai è messo in vendita. Di vacanze dal rumore, parla oggi un articolo di Ambra Somaschini su Repubblica, che segnala qualche sito (e meta) interessante.
I già noti alberghi del silenzio, dove l'indice di qualità è tanto più alto quanto migliore è l'isolamento e l'insonorizzazione (www.relaisdusilence.com), un'agenzia di viaggi portoghese che organizza dei "silence tour": ecopasseggiate a basso impatto acustico (www.silencetour.pt) e un itinerario australiano che si chiama proprio "Sound of silence". Dedicato a i viaggiatori del silenzio...
la musica del silenzio
Etichette: giovanni allevi, grazia, musica, silenzio«Di solito è nel caos che trovo il silenzio, dove nasce la mia musica (...)
Io non creo niente. La musica c'è già: non faccio altro che portarla alla luce. Un po' come un archeologo che, dal frammento di un vaso, scopre una città sotterranea"
dall'intervista di Giovanni Allevi per "Alien" su Grazia dell'11/10/2010
VENDERE SILENZI
Etichette: douglas coupland, generazione, silenzioNel nuovo libro di Douglas Coupland, Generazione A (Isbn), Harj, uno dei cinque protagonisti, è un venditore di silenzi. Si è inventato un falso sito di e-commerce su cui si possono comprare “suonerie da camera delle celebrità”
“Per 4 dollari e 99 si poteva visitare il mio sito e scaricare un’ora di silenzio registrato in camera di tutta una serie di personaggi famosi, i quali avevano promesso di devolvere il ricavato in beneficenza. C’erano Mick Jagger (Londra; rumori metropolitani), Garth Brooks (ambiente rurale; rumore di un aereo in lontananza), Cameron Diaz (Miami: sexy, sole, civetterie) e così via. Come tocco di distinzione avevo aggiunto il silenzio del loft a Tribeca in cui abitavano Lou Reed, il grande sopravvissuto del rock underground, e la sua materna compagna, l’artista d’avanguardia sperimentale multimediale, Laurie Anderson”.
Il finto sito ha così successo che si scatena una folla di potenziali clienti e il New York Times chiama Harj per un’intervista sui suoi silenzi firmati.
Ecco uno stralcio del dialogo-intervista fra Harj e Leslie, la giornalista:
“-Conto di lanciare la mia nuova linea di suonerie da camera in concomitanza all’uscita del vostro articolo
-Una nuova linea?
-Sì, l’ho chiamata “Notturni: Panorami Acustici Serali”, con preminenza di rumori di insetti notturni e marcata assenza di macchine e veicoli
-Mi sta dicendo che c’è differenza fra il silenzio diurno e il silenzio notturno?
-Sì, Leslie. Immagini di trovarsi in una stanza completamente buia con gli occhi chiusi. Poi apra gli occhi. E’ buio esattamente come quando ha gli occhi chiusi, eppure è un buio completamente diverso da quello di prima, no?
-E’ vero”.
Ed è geniale. Anche se qualcosa del genere esiste veramente…
Grazie della segnalazione all’amico Gianfranco.
Solo un pensiero
Etichette: bene, direTutto è un modo di dire, se si dice. Quando si muore, è un modo di morire (Carmelo Bene)
il silenzio di internet
Etichette: pc, silenzio, tacereStaccare la spina: letteralmente. Cinque scienziati americani hanno provato a vivere per un mese unplugged, senza computer, mail, telefono, nel "silenzio" dello Utah, isolati da qualsiasi collegamento hi-tech.
Sul blog del New York Times raccontano non solo l'esperienza (i più entusiasti sono David Strayer, professore di psicologia all'Università dello Utah e Paul Atchley dell'Università del Kansas. Più scettico Art Kramer, dell'Università dell'Illinois), ma i cambiamenti che avvengono nel cervello e nei sensi, tagliando tutti i ponti con le abitudini digitali.
Ne è nato un dibattito fra agli autoreclusi dello Utah e un piccolo campione di detecnologizzati volontari, invitati dal giornale a vivere per un po' senza rete (i video con i loro racconti sono molto divertenti).
Dis-connettersi, mettere a tacere i contatti virtuali, regala indubbiamente più tempo e molti vuoti. Ma questo vuoto è interstizio mentale, spazio (e respiro vitale) FRA i pensieri? E' solo un contenitore che improvvisamente (e forzatamente, per prova, per sfida, per esperimento e per un tempo limitato) si svuota o diventa anche, quasi inconsciamente o almeno involontariamente, contenuto soggettivo? E lascia una traccia (nel cervello, non nelle abitudini di vita. Quelle è ovvio, per un po', finché dura la prova, cambiano) oppure no?
Il silenzio dell'india
Etichette: bellezza, rumore, silenzio"Il motore ha taciuto e si è acceso il silenzio. Si è proprio acceso, perché un silenzio così silenzioso non l'avevo mai sentito. Mai. Nemmeno nella piu fonda delle campagne di casa mia, nemmeno sulla cima delle montagne coperte di neve. Quello è comunque un silenzio domestico, umano. Questo della giungla è animale". Dal bel libro di Sandra Petrignani "Ultima India" una citazione da Simone Weil: "Ci sono vari gradi di silenzio, esiste un silenzio nella bellezza dell'universo che è rumore in confronto al silenzio di Dio"