Segnalo un'iniziativa che ha molti punti di contatto con il silenzio come pausa, allentamento della concitazione del fare e del correre, spazio per riflettere e, di tanto in tanto, fermarsi o almeno rallentare.
V GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA - 28 FEBBRAIO 2011
Ideata da L'Arte del Vivere con Lentezza onlus per riflettere sui danni economici, ambientali e sociali del vivere a eccessiva velocità si celebrerà lunedì 28 febbraio 2011 in tutta Italia e nel mondo, con una speciale anteprima a Milano sabato 26 febbraio 2011. Il tema di quest'anno è Ambiziosi e Altruisti - Slow Life, Green Life, Better Life.
Siete tutti invitati a partecipare nella vostra città, con i vostri amici, colleghi o in famiglia creando il vostro piccolo-grande evento che sia un gesto di gentilezza verso voi stessi, gli altri o l'ambiente. Comunicateci la vostra idea... noi la metteremo sul sito, su facebook, su twitter, su youtube e nei comunicati stampa per condividerla con tutti gli altri ribelli della lentezza!
Vivere con Lentezza è un progetto open source che si amplia di giorno in giorno con il contributo di tutti voi.
In questa occasione la Giornata torna a New York come riconoscimento alle politiche che la città, guidata dall’amministrazione Bloomberg, ha intrapreso per migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini.
imparare a rallentare
Etichette: lentezza, silenzio, vitaQui parlano di noi
Etichette: ascoltare / sentire, salemi, silenzio, stampa, zittiZITTI ZITTI, ASCOLTATE IL SILENZIO
di ROSELINA SALEMI
La Stampa, 30 dicembre 2010
È una bella provocazione: Capodanno in silenzio. Niente botti, e via dalla pazza folla, ma ci sarà un posto dove non arrivi l'eco dei soliti rumorosi festeggiamenti rumorosi, degli urli che accompagnano il conto alla rovescia? C'è, c'è. Il 31, una minoranza entusiasta organizza a Castel Condino (in Trentino) un seminario di musicoterapia con ciaspolata notturna a bocca chiusa. Mentre a Roma, il party «Zitti zitti» promette isolamento acustico assoluto. La moda americana delle feste a zero decibel (silent party e mutus party) arriva anche in Italia, dove è appena nata l'Accademia del Silenzio, un mini-successo, 200 adesioni in cinque giorni.
Il progetto è di Duccio Demetrio (professore di Filosofia dell'educazione e di Teorie e pratiche della scrittura all'Università di Milano-Bicocca) e Nicoletta Polla-Mattiot giornalista (fondatrice del sito www.ascoltareilsilenzio.org e del blog blog.ascoltareilsilenzio.org) . La sede dell'Accademia è la Libera Università di Anghiari (www.lua.it ), ma ci saranno corsi, seminari e iniziative varie anche a Torino (al Circolo dei Lettori, il 12-13 marzo) e Milano ( la maratona del silenzio, il 9 marzo) per un 2011 meno strillato, meno stressante. Una scelta di vita contro l'inquinamento acustico, contro l'inquinamento esistenziale. «Silenzio è non farsi distrarre dai rumori, riconciliarsi con i sensi, è parlare e pensare senza che la voce sia indispensabile - spiega Duccio Demetrio -.
Se crederò di aver trovato finalmente il silenzio avrò saputo ascoltare la neve». Potrebbe sembrare, ma non è una cosa da snob. Raniero Maggini, vicepresidente del Wwf Italia organizza passeggiate con i bambini per rieducarli ai suoni della natura, cancellati dal frenetico sovrapporsi delle voci, delle auto arrabbiate, delle musichette spesso assurde dei cellulari. «Portiamo la gente a sentire il canto degli uccelli notturni e ogni volta vedo la meraviglia. Ma attenti, il silenzio non è il punto di partenza, è il punto d'arrivo. E' una conquista, è lo strumento che ci permette di ascoltare. Io lo cerco lungo i fiumi: la voce dell'acqua mi aiuta a riflettere e mi regala momenti di felicità». No, niente intellettualismi.
«Non penso al silenzio come a una vacanza, un lusso per pochi, un'eccezione, un privilegio, ma come un'esperienza possibile nel tempo nel quotidiano - dice allegra Nicoletta Polla-Mattiot - . La soluzione non è ritirarsi a meditare lontano, fuggire, ma creare oasi di quiete nei nostri uffici, nelle nostre vite. Se non il 31, proviamoci, nell'anno che sta per arrivare». Ma perché uno si iscrive all'Accademia del Silenzio? Ecco le risposte del common people: «Per cambiare ritmo», «perché amo la conversazione tenue», «perché mi piace più l'incontro dello scontro», «per comunicare davvero», «perché le parole sono pietre e il loro assedio può diventare prigione», «perché è il silenzio è la soglia dei sogni». E poi: «Perché sono stanco di ascoltare discorsi imbecilli…». Vale la pena di pensarci su. In silenzio, naturalmente.
Quando il rumore uccide
Etichette: botti capodanno, crosettiAnche quest'anno un morto e 500 feriti. Perchè la gioia per l'anno che viene pare debba necessariamente esprimersi violentemente nel rumore.
Condivido con voi alcune parole "silenziose" di Crosetti, scritte nel 2004 ma purtroppo ancora attuali.
"Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere. Momenti in cui non si può chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della televisione. Non è possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell'altra.
Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro destino di uomini - che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell'indifferenza) - riguarda chiunque abbia occhi e cuore."
Maurizio Crosetti, La Repubblica, 29 dicembre 2004
http://www.repubblica.it/2004/l/sezioni/esteri/nobottt/nobottt/nobottt.html
Accademia del silenzio
Etichette: accademia del silenzio, anghiari, lua, silenzioE’ nata L’ACCADEMIA DEL SILENZIO
Un nuovo modo di comunicare, un diverso ritmo del vivere
da un’idea di Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot
ANGHIARI – MILANO – TORINO
INSIEME PER UN MANIFESTO DEL SILENZIO
Scuola, laboratorio, occasione di confronto, vacanza dal rumore: è nata l’Accademia del silenzio.
-Un luogo dove incontrarsi per condividere esperienze legate al silenzio.
-Uno spazio didattico dove esercitare le risorse terapeutiche e creative del silenzio.
-Una scelta ecologica contro l’inquinamento acustico, ma anche contro l’inquinamento esistenziale.
-Un viaggio di ricerca, che parte da una semplice convinzione: che il silenzio è un’arte, che si può sperimentare, imparare e condividere. E che riscoprire il silenzio significa innanzitutto ricostruire un rapporto diverso con il tempo delle proprie esperienze.
PER PRENDERSI UNA PAUSA DAI SOLITI RITMI, PER RALLENTARE, PER SENTIRE
NO al rumore. SI’ all’ascolto
NO all’eccesso verbale. SI’ alla comunicazione
NO alla fretta. SI’ allo slow listening e slow talking
PERCHE’ UN’ACCADEMIA DEL SILENZIO
□ Per diffondere una cultura e un’ecologia del silenzio, del rispetto dei luoghi e delle persone, del piacere di reimparare ad ascoltare: suoni, voci, natura…
□ Per promuovere una “nuova militanza del silenzio” nei consueti luoghi di vita, contro l’inutile rumore
□ Per favorire un approfondimento delle occasioni creative che hanno la necessità del silenzio (pittura, scrittura, meditazione …)
□ Per imparare un “linguaggio del silenzio”, delle pause, del giusto tono, dell’ascolto condiviso
PER CHI
□ Per tutti coloro che già amano il silenzio
□ Per tutti coloro che hanno bisogno di rieducarsi al silenzio, anche in relazione a stress emotivi, a disagi esistenziali, a momenti critici
□ Per tutti coloro che hanno bisogno di silenzio per coltivare i loro hobby creativi, dalla scrittura alla lettura, alla riflessione
□ Per quanti vogliano apprendere strumenti di teoria e pratica del silenzio a scopo “professionale”
LA SCUOLA
L’Accademia offre ai suoi iscritti soggiorni in ambienti agrituristici, nel territorio di Anghiari, manifestazioni artistiche e culturali, incontri con autori e professionisti del silenzio, in spazi comuni e collettivi e in spazi laboratoriali distinti per sezioni (Sezione scrittura e lettura, Sezione grafica e pittorica, Sezione comunicazione e linguaggio, Sezione clinica, Sezione escursionistica, Sezione filosofica/religiosa, Sezione musicale, etc)
LE ATTIVITA’
La sede principale dei corsi (laboratori e lezioni) è la LIBERA UNIVERSITA’ DI ANGHIARI (www.lua.it), ma l’Accademia dà vita a una serie di iniziative volte a promuovere una cultura del silenzio anche nelle grandi città (i primi appuntamenti previsti: Milano-Torino, maratona del silenzio). Inoltre l’Accademia promuove club del silenzio nelle diverse località di provenienza degli iscritti, gemellaggi con borghi e città italiane interessati a siglare un manifesto del silenzio.
Il killer delle parole
Etichette: killer, parole, pennac, silenzio, teatroE' un mestiere spietato e malinconico, quello di un cacciatore sicario che osserva le parole dimenticate, mai ravvivate d'uso e voce, mai più nominate, evocate, cucite in un discorso, e le elimina senza pietà. Lavoro ingrato, da spazzino pre-raccolta differenziata: per sbarcare il lunario questo aggiornatore di vocabolari, ad ogni neologismo che inserisce, deve fare pulizia, fare spazio. Per questo uccide i termini desueti: li rottama senza fare differenze. Le sfumature sono ingombranti... L'agguato del nuovo mette in scacco la memoria spazzandone via le tracce. Sistematizzare è anche perdere. Non poteva che essere Pennac il creatore di una fiaba di tanta crudeltà ironica e vera. L'ha musicata Claudio Ambrosini e va in scena alla Fenice di Venezia.
Sproloqui
Etichette: diluvio, parole, savoino, silenzioRiprendo e pubblico per intero "L'editoriale dei lettori" pubblicato ieri dalla Stampa
Il diluvio della parola
Ormai sproloquiano tutti: politici, conduttori, gente colta e meno colta. In tv, per strada, persino in auto al telefono. Il più delle volte è aria fritta. Viva il silenzio!
di LUCIANO SAVOINO*
Mi sembra che mai come in questi anni si sia diffusa l’epidemia inarrestabile della continua loquela a ruota libera. Parlano tutti, i politici per primi e a ogni occasione, poi i conduttori, gli opinionisti, gli intervistatori, gli intervistati, la gente comune e quella sulla cresta della notorietà, senza distinzione di età, sesso, censo, etnia, idioma, professione, nazionalità. Parlano gli artisti, gli scrittori, i filosofi, la gente di cultura e quella ignorante, gli sportivi, i giornalisti, gli economisti, i poeti, i documentaristi, i perseguitati ed i persecutori, gli ammalati e i loro medici, i criminali e i loro avvocati, gli ergastolani graziati, e così via.
Il boom della parola parlata avviene ovunque: al telefono, in televisione, al bar, per strada, persino in macchina. L’attrazione del microfono supera di gran lunga quella della forza di gravità e scatena un flusso inarrestabile di ciance che i lubrificatissimi ed efficientissimi mezzi di comunicazione si incaricano di diffondere anche ai timpani più periferici e refrattari.
Quest’immane diluvio della parola ripetuta come un’eco senza fine (e che spesso trova conferma e risonanza nello scritto) permea ogni cosa di banalità e di aria fritta, di vuoti concetti, a volte di declamazioni stentoree che nascondono il nulla; non sono altro che esercitazioni ginniche della lingua, di quel muscolo complesso e importantissimo che è nato sostanzialmente come sede del gusto e solo successivamente come mezzo di espressione vocale in sostituzione dei suoni gutturali dei nostri progenitori. Ma questa evoluzione è giustificata alla sola condizione che siano espresse vere e sentite elaborazioni cerebrali e non le prime cose pigre che ronzano impazzite nei nostri meandri cerebrali e ne fuoriescono al solo scopo di gratificare l’udito dell’autore di così tanta saggezza. Viva il silenzio!
* architetto in pensione, 71 anni, Torino
la performance del silenzio
Etichette: abramovic, anelli, forma, ritrattiSi intitola "Nel tuo sguardo 716 ore, 3090 occhi". Sono gli sguardi e gli occhi di tutti quelli che hanno "sfidato" il silenzio di Marina Abramovic, sedendosi di fronte a lei, durante la sua ultima performance al Moma di New York (The artist is present).
Volti muti, emozionati, attoniti, commossi, inquieti, seri, perplessi, sorpresi, increduli, catturati dall'assenza di parole, che non è assenza di comunicazione.

La mostra di Marco Anelli arriva a Milano, alla Fondazione Forma
Un'altra definizione
Etichette: musica, rumore, silenzioHélène Grimaud, pianista celebrata dalla vita complicata e avventurosa, definisce la musica estensione del silenzio. Senza silenzio sarebbe solo rumore. Così, del resto, ha intitolato il suo bellissimo volume sulla musica del Novecento Alex Ross: The rest is noise, Il resto è rumore (tradotto da Andrea Silvestri, Milano 2009).
La morte del silenzio?
Etichette: digitale, educazione, morte, statisticheOggi sul Corriere della Sera articolo in pagina culturale di Vittorino Andreoli: La perdita dei sensi della digital generation. Interessante e anche un po' angosciante: a un certo punto si parla della perdita dei sensi di questa generazione educata al e dal digitale. Innanzitutto il tatto, poi l'udito. Cito
L'udito è ormai continuamente stimolato in modo particolare dalla musica, ma anche dalle parole e dai rumori. Tant'è che si può dichiarare morto il silenzio di questa generazione
Posizione estrema, che nella generalizzazione si smentisce da sola. Dichiarare la morte di qualcosa (del libro, del romanzo, dei valori) può servire solo a suonare un campanello d'allarme, mai a descrivere una dinamica reale. Per fortuna. Anche nel caso del silenzio dichiarato morto per la generazione digitale, dovremmo aggiungere, perché possa avere una parvenza di verità: per la generazione digitale che vive nelle società opulente, nei grandi conglomerati urbani, con educazione familiare e scolastica a livello zero e ancora altre limitazioni. Arrivando così a una percentuale abbastanza bassa, che indicherebbe, ecco il punto, solo una tendenza, per nulla maggioritaria. Non per questo meno pericolosa certo, ma tale da essere fermata e messa in un angolo dalla capacità vitale di silenzio della gran parte di questa generazione, che potremmo definire senz'altro diversamente digitale.
chi vuole rispondere?
Etichette: comunicazione, questionario, silenzio, tacere, universitàOggi si è parlato di silenzio in Bicocca. Un'ora e mezza di lezione, un'ora e mezza di parole per raccontare come il silenzio può diventare uno "strumento di comunicazione". Questo è il questionario che abbiamo proposto a tutti gli studenti. Chiunque si colleghi a questo blog e abbia voglia di farlo, in tutto o in parte, è il benvenuto. Compilate il form con le vostre risposte
Il questionario è disponibile e si può scaricare anche sul sito dell'università